Elettrodeposizione galvanica

Le ceramiche eseguite su struttura elettrodepositata in auro-galvano hanno sicuramente un risultato estetico egregio, nonchè una precisione elevatissima, in quanto la stratificazione viene eseguita su oro zecchino depositato direttamente sul moncone con un passaggio di elettrolisi. Ma l’aspetto fondamentale è sicuramente la massima biocompatibilità con i tessuti, in quanto le cappette che si ottengono hanno una percentuale del 99% di oro.
Le cappette in elettrodeposizione Galvanica si possono anche utilizzare per la passivazione degli impianti o per lavori su corone doppie.

FotoHome3

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Corona auro-ceramica e ceramica su zirconio

La classica corona oro-ceramica sta per essere sostituita in molti casi dalla ceramica stratificata su cappetta in Zirconio.
Il vantaggio è indubbiamente estetico, in quanto questa nuova tecnologia permette di sfruttare al massimo la dinamica della luce.
Il nostro laboratorio esegue ceramiche di entrambi i tipi a seconda della tipologia del lavoro da svolgere.

Approfondimenti

Articolatore

L’articolatore è uno strumento importantissimo nell’economia del laboratorio odontotecnico ed essenziale per iniziare un dialogo costruttivo fra studio odontoiatrico e laboratorio odontotecnico.
Per la realizzazione delle protesi con la tecnica del prof. R. Slavicek noi utilizziamo l’articolatore REFERENCE SL Girrbach.

Articolatore

Articolatore

REFERENCE SL: articolatore che combina la sicurezza della guida nel piano orizzontale tipica del Non-Arcon con i vantaggi didattici e geometrico-dinamici della struttura Arcon: infatti si può vedere cosa succede nelle scatole condiloidee e controllare direttamente il contatto con gli elementi di guida in modo semplice. Un articolatore pratico e sicuro che permette di lavorare a valori medi o adattarlo ai valori individuali del paziente grazie al set di programmazione delle singole ceste condilari.

Modelli Split-cast

I modelli realizzati con la tecnica dello split-cast sono molto utili sia in protesi che in diagnosi.
Nella protesi vengono utilizzati sia per controllare eventuali piccoli rialzi occlusali a cottura ultimata sia per valutare la ripetibilità occlusale nella tecnica delle tre cere.
In diagnosi sono molto utili all’odontoiatra per valutare in articolatore l’eventuale gap tra massima intercuspidazione (ICP) e reference position (RP).

Split Cast 1

Split Cast 1

Split Cast 2

Split Cast 2


Reference position (RP)

Per reference position intendiamo la posizione più alta e retrusa dei condili nella fossa guidati e non in posizione forzata (relazione centrica).
La reference position è perciò il punto di partenza per tutti i movimenti della mandibola: è da qui che bisogna partire per realizzare una protesi, fissa, mobile o funzionale.
Per stabilizzare il paziente in questa posizione nella protesi totale si possono utilizzare delle placche sandwich (di semplicissima realizzazione) da fissare sulle vecchie protesi del paziente o utilizzare protesi provvisorie.


Placche sandwich o placche di verticalizzazione

Le placche sandwich servono per guidare e stabilizzare il paziente in reference position. Lo scopo di queste placche è di stabilizzare occlusalmente il paziente, cosa molto importante in protesi totale in quanto spianerà la strada all’odontoiatra durante la fase di registrazione occlusale con i valli, in questa fase infatti il paziente stabile avrà sempre una sola e chiara posizione di chiusura e non molteplici, come sovente si verifica.

Placca 1

Placca 1

Placca 2

Placca 2

Arco facciale

E’ uno strumento conosciuto praticamente da tutti gli odontoiatri ma purtroppo sempre poco usato.
Nessun montaggio di modelli su articolatore dovrebbe prescindere dalla relazione cranico-assiale!
Rilevare detta posizione con un arco facciale (specialmente quelli di ultima generazione) è semplice e veloce e permette al laboratorio di lavorare con maggiore precisione specialmente in protesi totale.

Arco Facciale

Arco Facciale

Punto XI

Il punto XI è il centro statico del ramus mandibulae e lo si trova realizzando un tracciato cefalometrico.
Secondo questo punto è possibile orientare il piano occlusale, nonché l’altezza della metà inferiore del viso.

Piano occlusale

Il piano occlusale si determina unendo il bordo incisale del primo incisivo inferiore alla cuspide disto-buccale del primo molare inferiore.
Il valore medio dell’inclinazione del piano occlusale è di 12,87° rispetto al piano asse-orbitale, in protesi totale si utilizza un piano occlusale di circa 10°. Il piano occlusale non deve mai superare il punto XI.

Tracciato cefalometrico

Il tracciato cefalometrico è un esame molto usato in ortodonzia ma poco in protesi.
Nella realizzazione della protesi totale secondo la tecnica Slavicek questo esame è importantissimo in quanto si può determinare la situazione scheletrica del paziente (brachi o cefalo o normo facciale) nonché l’esatta dimensione verticale su basi cliniche e non empiriche, la posizione dei denti, il piano occlusale e l’inclinazione degli incisivi.Tracciato
Si crea un vero e proprio progetto con il quale l’odontotecnico costruirà la protesi in modo corretto e funzionale.
Si possono utilizzare radiografie laterali classiche o digitali, l’importante è che il paziente indossi la sua vecchia protesi o una protesi provvisoria con alcuni punti di repere dai quali partire e apportare sulla carta le varie modifiche per creare un progetto personalizzato estetico-funzionale.
Il tracciato cefalometrico è un esame che può essere fatto con un po’ di esperienza in una decina di minuti o delegarlo a studi esterni con una spesa esigua.

Piano asse orbitale

Il piano asse orbitale si determina unendo il punto più basso del margine orbitale osseo al punto di asse cerniera in posizione fisiologica retrale dell’articolazione.
Trasferito sull’ articolatore è l’asse che unisce il centro dei condili dell’ articolatore e la punta dell’asta incisiva regolata a 0 mm.